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Prevenzione PFAS sui cantieri: TELT lancia la gara per un presidio ambientale innovativo

È online il bando di gara per la selezione di un supporto tecnico-specialistico che accompagni TELT nell’applicazione binazionale della sua strategia per la riduzione del rischio di presenza di PFAS nei materiali utilizzati nei cantieri della sezione transfrontaliera della nuova ferrovia Torino-Lione.

In applicazione della propria politica di prevenzione ambientale, TELT, pur in assenza di norme specifiche applicabili al settore delle costruzioni ma in base al principio di precauzione, ha messo a punto, di concerto con ARPA Piemonte, un presidio per la protezione delle matrici ambientali con riferimento alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), che consenta di prevenire il rischio di rilascio di queste sostanze nel corso delle lavorazioni.

In che modo?

Lo strumento predisposto da TELT è una guida pratica per supportare le imprese appaltatrici nel percorso di analisi e selezione dei materiali in ingresso nei cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, al fine di escludere o minimizzare a monte le forniture di materiali contenenti PFAS.

Tra il 2024 e il 2025 TELT si era attivata preventivamente con quattro campagne di indagine sulle acque superficiali e sotterranee nelle aree interessate dai cantieri di Salbertrand, Chiomonte, Susa, Torrazza e Caprie, che hanno permesso di definire il “bianco” (la situazione ambientale di partenza che consente di avere una base per il confronto successivo) da cui non sono emersi particolari allarmi. In aggiunta, per la campagna del sito di Chiomonte sono stati inclusi anche i campionamenti nell’impianto di depurazione delle acque, che non hanno rilevato PFAS nelle acque reimmesse nel fiume Dora. 
Parallelamente, ARPA Piemonte ha effettuato a sua volta dei controlli in doppio che sono stati resi disponibili sul proprio sito e che hanno validato i risultati acquisiti da TELT e i metodi di prelievo ed analisi utilizzati.

Cosa sono i PFAS?

I PFAS sono sostanze utilizzate su vasta scala sin dagli anni ’50 nei prodotti commerciali per le loro eccezionali proprietà di resistenza al calore, all’acqua e agli oli, derivante dai forti legami chimici tra atomi di carbonio e fluoro. Grazie a questa proprietà i PFAS sono stati utilizzati in numerosissime applicazioni industriali e in beni di largo consumo come imballaggi alimentari e tessuti sintetici impermeabili. Sono state identificate ad oggi oltre 200 categorie e sottocategorie industriali di uso comune per un totale di più di 1400 diversi PFAS 

Perché monitorarli e limitarli? 

Come noto i PFAS sono utilizzati da decenni in diverse applicazioni industriali, mentre la piena comprensione dei loro potenziali impatti ambientali e sanitari è emersa solo in tempi relativamente recenti, grazie all’evoluzione delle conoscenze scientifiche e delle tecniche di monitoraggio. A livello normativo, esistono limiti specifici e vincolanti per le acque destinate al consumo umano, come previsto dalla nuova Direttiva comunitaria sulle acque potabili recentemente recepito in Italia, per le quali viene imposto un monitoraggio sistematico delle concentrazioni di PFAS per tutelare la salute pubblica. 

Per altre tipologie di acque invece, come acque superficiali, acque sotterranee non destinate al consumo umano, il quadro regolatorio a livello UE e nazionale è ancora in evoluzione, con criteri di qualità ambientale proposti ma non ancora universalmente adottati e mancanza di standard applicabili per molte sostanze PFAS in questi comparti idrici.  

In Piemonte, ARPA ha avviato da quindici anni il monitoraggio ambientale sulla diffusione dei PFAS nei terreni e nelle falde acquifere nella regione. I risultati sono consultabili pubblicamente sul sito Geoportale Arpa Piemonte.  

Questa gara d’appalto si inserisce nell’approccio preventivo che TELT ha scelto di adottare in tutte le sue attività rispetto ai potenziali rischi ambientali e per la salute derivanti dalle sue attività. In altri termini, il promotore pubblico non agisce per “compensare” un eventuale danno, ma si dota di tutti quegli strumenti e strategie utili per ridurre al minimo la possibilità che un evento potenzialmente impattante si verifichi. La maggior tutela infatti è legata a prevenire il rischio, piuttosto che limitarsi ad arginarlo una volta verificatosi.

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