Ad inizio aprile ci ha lasciati una figura di spicco del panorama politico francese e savoiardo. Nel corso dei diversi incarichi ricoperti, sia a livello locale che nazionale, Louis Besson è sempre stato un convinto sostenitore della realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario tra Torino e Lione.
Tre volte ministro nel governo francese all’inizio degli anni Novanta, Louis Besson è stato anche deputato della Savoia, consigliere e poi presidente del Consiglio generale del dipartimento, nonché per due volte sindaco di Chambéry.
Avendo compreso molto presto l’importanza di collegare i due versanti delle Alpi attraverso una nuova linea ferroviaria mista, merci e passeggeri, moderna, sicura e affidabile, si è impegnato con energia e determinazione nel progetto della Torino-Lione, che considerava una necessità. Ne ha assicurato instancabilmente la promozione presso i vari governi e tutti gli attori regionali e locali.
Il suo impegno si fondava su convinzioni molto profonde riguardo a un’Europa più interconnessa e solidale, nonché a una vera ecologia, quella che consiste nel proteggere l’ambiente alleggerendo le Alpi da un traffico stradale intenso e inquinante.
Per lui, l’amicizia italo-francese era una realtà. Conosceva le differenze culturali ma anche i legami molto forti che esistono tra i due paesi e più in particolare tra la Savoia e il Piemonte, stringendo un’amicizia e una stima reciproca con Mario Virano, primo direttore generale di TELT, e con Sergio Pininfarina, già presidente di Confindustria e per un periodo copresidente della CIG (Commissione Intergovernativa) della Torino-Lione.
Copresidente della CIG dal 2001 al 2020, Louis Besson ha lavorato con costanza presso i governi francese e italiano, nonché presso la Commissione Europea, affinché questo progetto strutturale potesse realizzarsi.
“Proteggere le Alpi e allo stesso tempo collegarle è il miglior equilibrio che possiamo raggiungere” ha dichiarato appena pochi mesi fa a Tracce di Futuro.


