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Grenoble gioca la carta dell’isolamento

“Sconcertante”, “spiacevole”, ma senza alcuna conseguenza sulla Torino-Lione. Così gran parte dei rappresentanti politici, economici e del mondo associativo ha accolto la decisione della Città di Grenoble di ritirarsi dal finanziamento delle opere di raccordo alla nuova linea ad alta velocità. “É un’uscita mediatica”, ha commentato un consigliere comunale di opposizione, Matthieu Chamussy. “La vostra delibera porta in sé i germi del ripiegamento su se stessi e dell’arretratezza – ha aggiunto l’esponente del gruppo Les Républicains–UDI, rivolgendosi all’amministrazione – Voi non siete a sinistra, avete perso la tramontana”.
L’ex sindaco della Città, Michel Destot, firmatario del protocollo d’intesa nel 2007, si è detto “costernato” per questa marcia indietro. “Bisogna ricordare che questo progetto è di interesse considerevole, in termini di sviluppo del trasporto intermodale, di tutela dell’ambiente e di ricadute economiche. Tra Italia e Francia ci sono scambi commerciali per 70 miliardi l’anno; l’Italia è il secondo cliente e fornitore del nostro Paese in Europa – prosegue il deputato dell’Isère -. Quest’opera potrà generare migliaia di posti di lavoro. La
decisione dell’amministrazione denota ancora una volta la volontà di isolamento e la perdita di attrattività di Grenoble”.
Nel corso di una conferenza stampa a Chambery, Louis Besson e Mario Virano hanno condannato questa scelta, spiegando tuttavia che non avrà alcun effetto sulla sezione transfrontaliera della Torino Lione. “Questa decisione è spiacevole perché il Comune di Grenoble non è coinvolto nel finanziamento del tunnel di base, ma nella costruzione delle vie di accesso”. “Grenoble ha tutto da guadagnare da questo progetto – ha aggiunto il presidente della commissione intergovernativa franco-italiana – Sono sconcertato”. Da parte sua, il direttore generale di Telt, Mario Virano, ha ricordato che il progetto della nuova linea ferroviaria è stato portato avanti da molti attori di diversa sensibilità politica e che questa costanza dimostra la solidità del progetto. “Non ci sarà nessuna conseguenza concreta, nessun effetto pratico – ha dichiarato Virano – Ci sono stati tredici vertici italo – francesi incentrati sulla Torino Lione, di cui cinque tra il 2012 e il 2016. C’è
l’impegno dell’Europa, ci sono le decisioni delle amministrazioni locali e delle Regioni su entrambi i versanti delle Alpi. É un percorso co